Da Bisanzio a Costantinopoli, dagli imperatori romani ai sultani ottomani, Istanbul è da oltre 2 mila anni un punto d’incontro tra civiltà, commerci e culture. Nella terza tappa del suo viaggio, l’economista ripercorre la storia della città, oggi al centro del Middle Corridor, la nuova Via della Seta tra Europa e Asia.
Terza puntata del corso La Via della Seta raccontata da Jeffrey Sachs.
Ascolta l’articolo, narrato da Elisabetta Burba:
Primo articolo: Le lezioni di Jeffrey Sachs sulla Via della Seta
Secondo articolo: Roma, antico snodo sulla Via della Seta
Terzo articolo: Belgrado sulla Via della Seta, quando il commercio correva a cavallo
Colonia greca Fondata circa 2.700 anni fa come colonia greca con il nome di Byzantion, la località divenne presto un insediamento strategico sotto il dominio dell’Impero romano.
Svolta imperiale Nel 330 d.C., Costantino vi inaugurò la nuova capitale orientale dell’Impero romano, ponendo le basi per la successiva affermazione della cristianità.
Dominio ottomano Dopo il saccheggio crociato del 1204, il 29 maggio 1453 il sultano ottomano Mehmed II conquistò la città, mettendo fine all’Impero romano d’Oriente.
Crocevia mercantile Snodo fondamentale per i commercianti veneziani, la metropoli collegava il Mediterraneo con la Crimea, la Persia e l’Estremo Oriente.
Infrastrutture moderne Istanbul continua ad essere una megalopoli di primaria importanza commerciale, turistica, logistica e di connessione strategica tra Europa ed Asia.
Questa è la terza lezione del nostro viaggio da Roma a Hong Kong. Mi trovo in uno dei miei luoghi preferiti dell’intero pianeta: la città di Istanbul. Come sapete, siamo partiti in automobile da Roma e abbiamo raggiunto Venezia. Da Venezia abbiamo attraversato la penisola balcanica, visitando Lubiana, la capitale della Slovenia, Zagabria, la capitale della Croazia, e poi Belgrado, la capitale della Serbia.
Proseguendo verso Est, siamo arrivati a Plovdiv, la straordinaria seconda città della Bulgaria, una città dalla grandissima importanza storica, dai tempi dei Romani fino a oggi. Abbiamo quindi continuato il nostro viaggio verso Est fino a raggiungere il luogo in cui ci troviamo oggi: Istanbul.
Istanbul è una delle città più antiche del pianeta, una delle città più straordinarie del pianeta, una città assolutamente centrale nel racconto di Marco Polo e, allo stesso tempo, una delle città fondamentali per il nostro mondo di oggi e per il futuro del mondo.
Non soltanto mi trovo in una delle mie città preferite, che sono entusiasta di mostrarvi, ma sono anche felicissimo di trovarmi nel mio luogo preferito all’interno di una delle mie città preferite al mondo.
Siamo a Sultanahmet (…). Questa piazza, piazza Sultanahmet, circa 2 mila anni fa era un ippodromo, una pista per le corse dei cavalli, quando questa città faceva parte dell’Impero romano. È una città con una storia lunghissima e, ovunque si cammini, si sta letteralmente camminando sulla storia antica: sulla storia romana, sulla storia dell’Impero ottomano e, naturalmente, sul mondo contemporaneo.
Cominciamo dunque dall’inizio. Istanbul, per quanto ne sappiamo, venne fondata come città probabilmente circa 2.600-2.700 anni fa. Le venne dato il nome greco di Bisanzio, Byzantion in greco antico, e quell’insediamento greco era una colonia della città-Stato greca di Megara. La città che oggi chiamiamo Istanbul ebbe dunque origine dalla città di Bisanzio circa 2.600-2.700 anni fa.
Ma migliaia e migliaia di anni prima esistevano già insediamenti umani in questo luogo estremamente strategico e, allo stesso tempo, molto prospero dal punto di vista agricolo. Questa regione fu infatti uno dei centri della rivoluzione neolitica, uno dei luoghi in cui si sviluppò l’agricoltura. Per tale motivo questa zona è stata probabilmente un insediamento agricolo prospero per gli ultimi 8 o 10 mila anni.
Ma la nostra storia comincia con Bisanzio, con questo luogo che diventa una città-Stato greca attorno al VI secolo a.C. La Grecia venne poi progressivamente conquistata da Roma e questa città divenne quindi un insediamento romano. Già più di 2 mila anni fa, dunque, questa era ormai una città romana.
Ma si tratta di una città dalla straordinaria importanza strategica. Perché? Se ci dirigiamo appena un po’ in questa direzione, raggiungiamo l’acqua: raggiungiamo lo stretto del Bosforo. Procedendo da questa parte e continuando in questa direzione, via mare attraversiamo il Bosforo, raggiungiamo il Mar di Marmara e, passando poi attraverso i Dardanelli, arriviamo al Mediterraneo orientale. Da questa parte, dunque, si va verso il Mediterraneo orientale.
Se invece andiamo nella direzione opposta, risaliamo lo stretto del Bosforo e ci dirigiamo verso il Mar Nero. La regione del Mar Nero si trova in questa direzione. Il Mar Nero è circondato oggi da Russia, Ucraina, Romania, Bulgaria, Turchia e Georgia, tutti Paesi che contribuiscono alla cultura del Mar Nero. Ed è naturalmente anche un luogo che oggi, purtroppo, è teatro di un conflitto che speriamo possa terminare molto rapidamente.
Se invece ci spostiamo via terra in questa direzione, raggiungiamo la penisola balcanica, da cui siamo appena arrivati. Se ci dirigessimo verso Ovest, dove il sole sta tramontando proprio in questo momento, attraverseremmo la parte europea della Turchia e, a seconda della direzione scelta, raggiungeremmo la Grecia oppure la Bulgaria, per poi continuare attraverso la penisola balcanica.
E, cosa straordinaria, se invece andiamo nella direzione opposta — naturalmente attraversando lo stretto del Bosforo — appena raggiungiamo l’altra sponda entriamo in Asia. È proprio questo che rende Istanbul così incredibile: si trova letteralmente nel punto di incontro tra Europa e Asia. Ed è letteralmente il collegamento, attraverso il Bosforo, tra il Mediterraneo e il Mar Nero.
Nord-Sud, Est-Ovest: questa è la grande città-ponte, la grande città di collegamento. Non sorprende quindi che, per 2 mila anni, Istanbul sia stata uno dei luoghi più cosmopoliti del mondo. Un luogo in cui persone di ogni nazionalità, di ogni etnia e di ogni fede sono venute per commerciare, fare affari, colonizzare, studiare e anche fare la guerra. Perché quando una città rappresenta un possesso tanto prezioso, tutti desiderano diventare i governanti di un luogo così straordinario.
Bisanzio, fondata circa 2.600-2.700 anni fa, fu dunque dapprima una città-Stato greca, poi un insediamento romano. Ma nel IV secolo d.C. assunse un’importanza storica davvero eccezionale. Che cosa accadde?
Ancora una volta, in realtà, la nostra storia comincia a Roma. Nel III secolo l’Impero romano era diventato talmente vasto, si estendeva dall’Oceano Atlantico fino a questa regione e ancora più a Est, talmente popoloso e territorialmente esteso, che era diventato estremamente difficile governarlo da una sola capitale, cioè soltanto da Roma.
Per questo motivo, l’imperatore Diocleziano, intorno al 293 d.C., stabilì che fosse necessaria una riforma del governo: ci sarebbe stato un Impero romano d’Occidente e un Impero romano d’Oriente, ciascuno governato da due sovrani. Due a Occidente e due a Oriente: quattro in tutto. Era la Tetrarchia, vale a dire il «governo dei quattro».
In ciascuna delle due parti dell’Impero il sovrano principale era un Augusto, mentre il secondo sovrano era un Cesare. C’erano dunque un Augusto e un Cesare in Occidente e un Augusto e un Cesare in Oriente. Questo avveniva verso la fine del III secolo. Ma all’inizio del IV secolo, nei primi anni del Trecento, uno dei membri della Tetrarchia, un uomo estremamente ambizioso, intelligente e aggressivo, Costantino, decise di combattere per riunificare l’Impero.
Era uno dei quattro sovrani, ma intendeva diventare nuovamente l’unico imperatore di un Impero unificato. Nel 312 d.C., in una battaglia decisiva combattuta alle porte di Roma — in un luogo che oggi fa parte della città — presso il Ponte Milvio, Costantino sconfisse il suo rivale in Occidente, Massenzio, diventando l’unico sovrano dell’Impero romano d’Occidente.
Prima di quella battaglia, secondo la tradizione, ebbe una visione nella quale vide il simbolo di Gesù Cristo e ricevette il messaggio: «In hoc signo vinces», «Con questo segno vincerai». Dopo la vittoria di Ponte Milvio, Costantino si avvicinò al Cristianesimo, associando la propria vittoria alla visione di Gesù Cristo. Anche sua madre, Elena, era cristiana.
L’anno seguente, nel 313, Costantino e il suo collega al governo dell’Impero romano d’Oriente promulgarono il cosiddetto Editto di Milano, che pose fine alle persecuzioni dei cristiani e legalizzò il Cristianesimo all’interno dell’Impero romano.
Con un imperatore favorevole al Cristianesimo, la legalizzazione della nuova religione e la fine delle persecuzioni, ebbe così inizio il processo che avrebbe trasformato l’Impero romano anche in un impero cristiano.
Circa dieci anni più tardi Costantino decise di completare la sua conquista del potere e diventare l’unico imperatore. Nel 324 d.C. sconfisse il suo rivale nell’Impero romano d’Oriente, Licinio, e poco dopo stabilì che la città di Bisanzio sarebbe diventata una delle sue capitali. Ma da quel momento avrebbe assunto un nuovo nome: Costantinopoli.
Naturalmente polis, la parte finale del nome Costantinopoli, in greco significa città. Costantinopoli significa dunque «la città di Costantino». Nel 330 d.C. la città fu ufficialmente inaugurata come nuova capitale imperiale. Questo significa che un luogo nato come grande città-Stato greca e successivamente divenuto un insediamento romano si trasformò in una delle capitali dell’Impero romano: Roma a Occidente, Costantinopoli a Oriente.
Ed è proprio in questo contesto che acquista importanza l’Ippodromo, perché Costantinopoli doveva ora possedere tutta la grandiosità e il prestigio propri di una capitale romana. Qui venne quindi realizzata la grande pista per le corse.
Una delle cose che caratterizzavano le grandi capitali imperiali erano gli obelischi, provenienti dall’antico Egitto. Quello che vediamo qui risale all’antico Egitto, a più di un millennio prima di Cristo, e venne successivamente trasportato a Costantinopoli. Anche Costantinopoli doveva dunque possedere quella stessa grandiosità che caratterizzava Roma, dove gli imperatori romani avevano fatto trasportare numerosi obelischi egizi per dimostrare che Roma aveva ormai superato persino la grande e antichissima civiltà dell’Egitto.
Ma non appena Costantinopoli divenne capitale, non bastavano un ippodromo e gli obelischi. Era necessario cominciare anche a costruire chiese cristiane. E una delle più straordinarie imprese architettoniche della storia dell’umanità, nonché una delle più grandi chiese mai costruite, si trova proprio alla mia destra. Possiamo scorgerla da qui, in lontananza.
È Hagia Sophia, la Santa Sofia. La prima grande chiesa costruita in questo luogo risale già ai primi decenni di Costantinopoli e venne completata intorno al 360 d.C. Nel secolo successivo venne costruita una seconda chiesa, più grande, durante il regno dell’imperatore Teodosio II. Ma l’edificio che vediamo oggi è il magnifico capolavoro architettonico del VI secolo, costruito sotto l’imperatore Giustiniano.
Questa, dunque, era diventata la Seconda Roma. C’era Roma, e ora c’era una seconda Roma. Ma, come sappiamo, la stessa Roma cadde nelle mani dei conquistatori germanici nel 476 d.C. L’Impero romano d’Occidente ebbe quindi fine verso la conclusione del V secolo.
L’Impero romano d’Oriente, invece, continuò a esistere. Quando pensiamo al declino e alla caduta dell’Impero romano, nella storia europea spesso si indica il 476 come data della sua fine, perché fu allora che Roma e l’Impero d’Occidente caddero sotto il controllo dei popoli germanici. Ma a Oriente l’Impero romano sarebbe continuato a esistere per quasi altri mille anni, con la propria capitale proprio qui.
Costantinopoli divenne la sede dell’Impero romano d’Oriente, quello che successivamente sarebbe stato chiamato Impero bizantino, riprendendo l’antico nome della colonia greca, Bisanzio. L’Impero bizantino combatté innumerevoli guerre per mantenere il controllo di questa regione.
E, ironicamente, alcune delle battaglie più feroci affrontate dall’Impero romano d’Oriente furono combattute proprio contro altri cristiani occidentali. Nel 1204, infatti, durante la Quarta crociata, i crociati giunsero fin qui con l’intenzione dichiarata di raggiungere la Terra Santa. Ma invece di conquistare la Terra Santa, conquistarono Costantinopoli. E saccheggiarono la città. Molti dei suoi più grandi capolavori artistici furono portati via.
Tra questi vi erano anche i celebri quattro cavalli di bronzo, che furono sottratti alla città e trasportati a Venezia, dove divennero uno dei simboli della Basilica di San Marco, in Piazza San Marco. Molti dei grandi tesori di Costantinopoli furono dunque portati via dai veneziani.
Dopo la conquista crociata, dal 1204 al 1261, Costantinopoli non fu più la capitale dell’Impero bizantino, ma divenne il centro del cosiddetto Impero latino. Nel 1261, però, la città fu riconquistata dalla dinastia dei Paleologhi, gli imperatori bizantini, e tornò ancora una volta a far parte di quella lunghissima storia, quasi millenaria, dell’Impero bizantino.
Ma l’Impero bizantino non era minacciato soltanto dai Crociati provenienti dall’Occidente. Doveva affrontare anche un altro grande rivale: le diverse potenze e dinastie turche che stavano avanzando e conquistando territori nella regione.
Dapprima arrivarono i Selgiuchidi, provenienti dall’Asia centrale, che si stabilirono in Anatolia, nell’attuale Turchia, conquistando porzioni sempre più vaste del territorio dell’Impero bizantino.
Dopo i Selgiuchidi arrivarono i Turchi ottomani. E nel 1453, guidati da un giovane e brillante sovrano, Mehmed II, conosciuto come Mehmed il Conquistatore, gli Ottomani riuscirono a conquistare Costantinopoli e a trasformarla nella nuova capitale di un nuovo grande impero: l’Impero ottomano.
Così questa città passò dall’essere una città-Stato greca a un insediamento romano, poi a una capitale romana, quindi alla capitale dell’Impero bizantino; attraversò brevemente il periodo della conquista latina e divenne infine il centro dell’Impero ottomano.
Circa 1.000 anni dopo la costruzione di Hagia Sophia, Santa Sofia, sorse una nuova grandiosa struttura. Questa volta, naturalmente, non era una chiesa, ma una moschea (…). Si tratta di una struttura assolutamente magnifica, conosciuta come la Moschea blu, costruita all’inizio del XVII secolo per volontà del sultano Ahmed I. È un altro gioiello dell’architettura.
La città diventò così il cuore di un’altra grande civiltà: la civiltà turca e ottomana. E quella ottomana rappresentò un’altra spettacolare e straordinaria aggiunta alla cultura, alle arti, all’architettura, alla conoscenza e al commercio internazionale di questa città.
Abbiamo quindi Santa Sofia, che gli Ottomani trasformarono da chiesa in moschea, e poi questa grande aggiunta dell’architettura turca: la Moschea blu. In un’unica piazza, dunque, troviamo l’Ippodromo; troviamo l’obelisco proveniente dall’Egitto; troviamo persino la Colonna serpentina, proveniente dall’antica Grecia e realizzata per commemorare la vittoria dei Greci sui Persiani nel V secolo a.C.; abbiamo Santa Sofia, la grande chiesa le cui origini risalgono all’epoca di Costantino; e abbiamo la Moschea blu.
In altre parole, abbiamo a portata di mano la storia di tutte le grandi civiltà di questa regione. Un luogo che collega Cristianesimo e Islam, che unisce l’antica Grecia alla moderna Turchia, che collega Europa e Asia, il Mediterraneo e il Mar Nero.
Ci troviamo, in un certo senso, in uno dei centri assoluti della storia mondiale, proprio qui, in questo luogo. E ci troviamo anche al centro della storia di Marco Polo. Lasciate che ve la racconti brevemente mentre ci dirigiamo verso un altro punto della città. Questo luogo, naturalmente, proprio perché rappresentava il grande crocevia tra Nord e Sud, Est e Ovest, era un magnete per il commercio.
Costantinopoli costituiva, in un certo senso, il terminale occidentale delle grandi Vie della Seta, perché tutte le vie terrestri e tutte le rotte marittime conducevano qui. I grandi mercanti dell’epoca venivano a commerciare in questa città. E i Veneziani amavano particolarmente Costantinopoli, perché Venezia intratteneva intensissimi rapporti commerciali con la città.
Raggiungendo Costantinopoli, i mercanti veneziani potevano infatti avere accesso a tutte le grandi merci provenienti dall’Oriente: le porcellane, naturalmente la seta, le spezie e tutti gli altri beni preziosi provenienti dall’Asia, così come i magnifici tessuti di cotone provenienti dall’India. Tutto arrivava in questa città.
Ed è proprio qui, intorno agli anni Sessanta del XIII secolo — quando si era appena concluso il periodo latino e Costantinopoli era tornata sotto il controllo bizantino — che arrivarono per commerciare i fratelli Polo, il padre e lo zio di Marco, Niccolò e Maffeo Polo. Naturalmente vennero a Costantinopoli.
Qui fecero affari e guadagnarono molto denaro. Erano mercanti benestanti. Poi decisero di dirigersi da questa parte, perché questa rotta li avrebbe condotti verso il Mar Nero. E dove erano diretti? Verso un luogo che conosciamo molto bene anche per gli avvenimenti contemporanei: la Crimea.
Un altro grande centro commerciale, un altro luogo d’incontro tra molte culture, un altro importante nodo degli scambi internazionali. I fratelli Polo andarono dunque in Crimea per fare affari. Ma, attorno al 1261, mentre si trovavano nella regione, scoppiarono conflitti nei territori circostanti e non poterono più tornare indietro verso Venezia seguendo il percorso che avevano previsto.
Dissero quindi, in sostanza: continuiamo verso Est, facciamo altri affari, commerciamo ancora. E si diressero a Oriente. In realtà continuarono a spingersi sempre più verso Est perché, a ogni tappa, nuovi conflitti rendevano difficile tornare indietro verso Occidente. Continuarono così fino a raggiungere Bukhara, un luogo che visiteremo molto presto nel corso del nostro viaggio.
Quando arrivarono a Bukhara, alcuni inviati del Gran Khan, Kublai Khan, dissero loro: «Venite con noi fino a Khanbaliq, la capitale dell’Impero mongolo», nell’odierna Pechino. I fratelli Polo partirono quindi, intorno alla metà degli anni Sessanta del XIII secolo, verso la corte di Kublai Khan.
Dopo alcuni anni furono infine rimandati in Occidente dallo stesso Kublai Khan, che disse loro, in sostanza: «Andate a prendere contatto con il vostro Papa e chiedetegli di inviarci uomini saggi, affinché possano spiegare all’Impero mongolo le conoscenze dell’Occidente e gli insegnamenti del Cristianesimo». I fratelli Polo tornarono dunque in Occidente. Poi ripartirono e questa volta portarono con sé il giovane Marco Polo.
Nel 1271 intrapresero il viaggio verso Oriente e, dopo alcuni anni, raggiunsero nuovamente la corte di Kublai Khan. Rimasero in Asia per un lunghissimo periodo: nel complesso l’avventura di Marco Polo in Oriente durò quasi 20 anni. Alla fine decisero di tornare. E come tornarono? Naturalmente il loro viaggio li riportò ancora una volta attraverso le grandi rotte commerciali che facevano capo a questa regione.
Partirono dalla costa della Cina e attraversarono in nave l’Oceano Indiano. Raggiunsero Hormuz, un altro luogo di enorme importanza strategica, situato presso uno stretto che ancora oggi si trova al centro delle tensioni e dei conflitti del Medio Oriente. Da lì proseguirono il loro viaggio verso Occidente, passando nuovamente per Costantinopoli, per poi fare ritorno a Venezia.
Questa città fu dunque centrale nella storia dei Polo perché era centrale per il commercio mondiale. Oggi Costantinopoli porta il nome di Istanbul. Dopo la sconfitta dell’Impero ottomano nella Prima guerra mondiale e la nascita del moderno Stato turco, il nome Istanbul divenne quello ufficialmente utilizzato a livello internazionale per la città. E Istanbul rimane ancora oggi uno dei luoghi più preziosi e visitati del mondo.
Milioni e milioni di turisti arrivano qui da ogni parte del pianeta per ammirarne le meraviglie, la bellezza, la straordinaria cucina e la magnifica cultura. Ma Istanbul continua anche a essere un luogo fondamentale per gli affari e il commercio. Perché rimane ciò che è stata per più di 2 mila anni: il punto d’incontro tra Europa e Asia e il collegamento tra il Mediterraneo e il Mar Nero.
Questa vocazione continua ancora oggi. L’attuale Turchia sta costruendo infrastrutture moderne. Sta realizzando nuovi snodi di trasporto e collegamenti ferroviari attraverso il Bosforo, connessioni digitali tra Europa e Asia e, naturalmente, grandi collegamenti terrestri e stradali.
Oggi questa via viene talvolta chiamata Middle Corridor, il «Corridoio di mezzo». Ma noi la conosciamo per quella che è realmente, per la sua vocazione storica: è la Via della Seta, ricostruita per il XXI secolo.
Quindi, benvenuti a Bisanzio. Benvenuti a Costantinopoli. Benvenuti a Istanbul. Benvenuti in uno dei luoghi più affascinanti e straordinari della storia dell’umanità. E da qui continueremo il nostro viaggio verso Est. Da Costantinopoli, da Istanbul, attraverseremo ora la penisola anatolica e proseguiremo in direzione dell’Asia centrale. Il viaggio è meraviglioso ed emozionante, ed è un vero piacere poterlo condividere con voi.
Testo tratto da: https://themarcopolodrive.com/ (traduzione dall’inglese a cura di Krisis).
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