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    Occidente

    Todd: «Occidente: la guerra come unico orizzonte?»

    Il nichilismo europeo e la metamorfosi del potere tedesco secondo il saggista francese.
    Emmanuel Todddi Emmanuel Todd3 Aprile 20267 Minuti di lettura
    «Caduta degli angeli ribelli», dipinto da Pieter Bruegel il Vecchio nel 1562. Musei reali delle belle arti del Belgio. Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0.
    «Caduta degli angeli ribelli», dipinto da Pieter Bruegel il Vecchio nel 1562. Musei reali delle belle arti del Belgio. Wikimedia Commons. Licenza: CC BY-SA 4.0.
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    Nel nuovo disordine mondiale descritto da Emmanuel Todd, l’Europa ha perso la sua vocazione pluralista ed è diventata un sistema gerarchico dominato dalla Germania e allineato agli Stati Uniti. Da qui derivano una crescente omologazione delle opinioni, un’impennata della russofobia e una deriva bellicista sempre più marcata. Sullo sfondo, una frattura tra Paesi cattolici e protestanti e un restringimento del dibattito pubblico che Todd sperimenta in prima persona.

    Ascolta l’articolo, narrato da Elisabetta Burba:

    IN BREVE

    Deutschland über alles L’Europa ha smesso di essere un progetto tra nazioni egualitarie per diventare un sistema gerarchico sotto il controllo implicito della Germania, forza guida dopo la crisi del 2008.

    Deriva nichilista Il passaggio a un orientamento bellicista riflette un mutamento profondo della Germania, Paese che possiede una storia specifica e non è liberal-democratico per natura.

    Frattura religiosa Il nuovo disordine mondiale delinea una divisione tra Paesi protestanti e Paesi cattolichi latini, come Italia e Spagna, che mostrano ancora segnali di apertura al dibattito.

    Libertà vigilata Il restringimento del dibattito pubblico colpisce persino gli intellettuali dell’establishment, che trovano spazio solo grazie ai residui del liberalismo digitale anglosassone.


    Si parla molto, quasi per abitudine, dell’Europa come se fosse un’entità esistente e come se avesse una natura stabile. Eppure l’Europa è stata fin dall’inizio un progetto di nazioni egualitarie, con la Francia e la Germania più uguali delle altre ma che funzionava in un relativo pluralismo. In realtà l’Europa ha cambiato natura.

    Sia chiaro: i politici francesi non possono ammetterlo, ma la Germania dalla crisi del 2007/2008 dei subprime è diventata la forza guida del continente. Dunque l’Europa è diventata un sistema gerarchico sotto controllo implicito tedesco. D’altronde, già nel 2014 – pur sotto la guida degli Stati Uniti –  l’estensione in Ucraina è stata una spinta tedesca verso l’Est per imporre agli ucraini la scelta commerciale tra Russia ed Europa.

    È pur vero che, inizialmente, sono stati i britannici e i francesi ad apparire come i più accesi sostenitori della linea dura contro i russi. All’epoca, Olaf Scholz dava l’impressione di accettare l’egemonia americana e il sabotaggio dei gasdotti Nordstream senza fiatare, ma in realtà manifestava qualche esitazione. La sua cautela rifletteva la tradizione socialdemocratica, storicamente legata all’apertura a Est e alla ricerca della pace con la Russia.

    L’arrivo di Friedrich Merz segna invece un ribaltamento radicale e, per certi versi, molto curioso. Nonostante la Germania sia stata la principale vittima economica della rottura dei legami con Mosca, questo nuovo corso suggerisce un’accettazione profonda della dominazione americana e il ribaltamento bellicista di Berlino.

    Merz calls for sending €90 billion to continue the war with Russia, and demands that Hungary should not be able to block "Europe".
    – Otto von Bismarck said: "I have always found the word ‘Europe’ on the lips of those who wanted something from others which they dared not demand… pic.twitter.com/PfFhVLgCDB

    — Glenn Diesen (@Glenn_Diesen) March 20, 2026

    Quando parlo di affondo dell’Europa nel nichilismo sto usando, in fondo, un eufemismo. Il vero problema è il mutamento della Germania, un Paese che possiede una storia specifica e che non è liberal-democratico per natura. Oggi osserviamo come i segni del controllo e dell’omologazione si stiano rafforzando.

    In Germania è emerso un discorso sulla «barbarie russa» del tutto stupefacente, specialmente se si considera che i tedeschi hanno ucciso tra 25 e 27 milioni di sovietici. Mi è capitato di trovarmi a cena con un giovane tedesco che parlava con naturalezza della barbarie russa: è la prova di come questo concetto sia ormai diventato uno dei luoghi comuni della cultura tedesca contemporanea.

    E qui emerge la vera frattura. Esistono spiegazioni di natura religiosa che non vi imporrò in questa sede, ma il punto è che l’Europa coincide con la Germania. Nella misura in cui non si identifica totalmente con la Germania, l’Europa diventa sempre di più il terreno di una frattura tra Paesi cattolici e Paesi protestanti. È il paradosso di questa fase che io chiamo di «religione zero»: l’idea che due zeri non siano uguali tra loro è quantomeno curiosa.

    Sembra delinearsi in Europa una sorta di divisione orizzontale tra Paesi protestanti e Paesi cattolici, ma non tutti: solo quelli la cui lingua deriva dal latino. Vale a dire, l’Italia. Beh, la Francia: anche se la situazione non è ancora del tutto chiara, credo che questa tendenza finirà per manifestarsi apertamente. E poi la Spagna e il Portogallo. I Paesi protestanti del Nord lasciano invece intravvedere segni patologici molto più forti.

    Prendiamo i finlandesi: nonostante i russi non abbiano causato loro alcun problema durante la Guerra fredda, hanno iniziato a predisporre procedure legislative per accogliere armi nucleari sul proprio territorio. Considerando a quanti pochi chilometri da San Pietroburgo – 120 – si trovi la loro frontiera, non si tratta nemmeno di una provocazione.

    The day of the JEF Leaders’ Summit in Helsinki started with a bilateral meeting with British Prime Minister @Keir_Starmer.

    The United Kingdom is a highly valued strategic partner and ally for Finland. It was a great pleasure to continue our discussions on current foreign and… pic.twitter.com/9ZkJHJ8ujB

    — Alexander Stubb (@alexstubb) March 26, 2026

    Penserei piuttosto a una pulsione suicidaria, dato che si mettono in cima alla lista dei bersagli per gli ordigni nucleari, per questi missili. Allo stesso modo, il bellicismo degli svedesi, a lungo così ragionevoli, è qualcosa di stupefacente. E i danesi, poveri danesi… Ultimamente il Paese che ha fronteggiato gli americani è la Spagna, comunque. E l’Italia. 

    Sono stato molto impressionato da due viaggi che ho fatto per l’uscita del mio libro in successione in Italia e in Germania. In Germania c’è stata un’epoca in cui ero visto molto bene. Al tempo della guerra in Iraq, la traduzione tedesca del mio libro Dopo l’Impero ebbe un successo straordinario, risultando la più venduta tra tutte le edizioni, inclusa quella francese. Potevo intervenire su tutta la stampa tedesca: era una situazione davvero gratificante.

    Ma veniamo ai giorni nostri. Nel mio primo viaggio in Italia ho trovato tutti un sacco simpatici, zero russofobia… Persino i giornali più mainstream, come La Repubblica, hanno dato al mio libro la copertina dei loro supplementi del fine-settimana. Gli intellettuali hanno partecipato ai dibattiti. Erano tutti davvero aperti, molto più che in Francia. Ero contento.

    Poi sono andato in Germania, dove ho scoperto una Germania diversa. Il mio editore, un ottimo editore, ormai pubblicava solo quelli che io definisco dei paria di alto livello, ovvero persone che pensano fuori dal coro. Sono stato boicottato da tutta quella stampa che un tempo mi accoglieva. Si sentiva – non so come dire – si percepiva chiaramente la sensazione di un sistema sotto il controllo dall’alto.

    Anche il concetto di guerra è cambiato. Un tempo la guerra consisteva nel mobilitare la popolazione e fare milioni di morti in quella che era una macelleria umana. Adesso la guerra è sempre più presente negli spiriti come una necessità inevitabile, ma senza che siano seriamente mobilitate le persone. È una guerra immaginaria, dove Emmanuel Macron e Keir Starmer speculano sull’invio di truppe in Ucraina quando la guerra è terminata. È un concetto singolare… Questo è il bellicismo europeo, del tutto speciale.

    Four years on from Russia’s barbaric full-scale invasion of Ukraine, our message to the Ukrainian people is simple: Britain is with you.

    Today we are stepping up military, humanitarian, and reconstruction support and we will support Ukraine for as long as it takes for a just and… pic.twitter.com/M432vo3AF6

    — Keir Starmer (@Keir_Starmer) February 24, 2026

    Ma anche gli americani non posso agire che per procura. La guerra è sempre più bombardare da lontano, assassinare dei leader da lontano. E direi che persino i russi non hanno voglia di fare la guerra intesa come macelleria. Una parte della lentezza dell’azione di Vladimir Putin e dei gruppi dirigenti russi deriva dal fatto che la stessa società russa non ha intenzione di rivivere la Seconda guerra mondiale.

    Quanto alla mia situazione personale in Francia, io sono un figlio dell’establishment, ho un’eredità culturale pesante. Avevo preso l’abitudine di andare a France culture e a France Inter come se fossero casa mia… Per le mie origini, non sono un grande paria. Sono persino un raccomandato della vita. Ora ho raggiunto lo stadio in cui a forza di dire quello che penso in quanto storico sulla Russia e sull’Iran, mi è vietato l’accesso alle telecamere sui canali pubblici e privati.

    Io esisto solo grazie alla presenza dei miei video su YouTube, che mi sembra rientrino piuttosto nella sfera del dominio americano. Quindi da un lato dico che l’America si disintegra e diventa una minaccia per l’umanità, ma dall’altro dico anche che una delle ragioni per cui posso continuare a esprimermi è grazie ai resti del liberalismo anglosassone sfrenato.

    Testo tratto da: https://emmanueltodd.substack.com/p/occident-la-guerre-pour-seul-horizon? (traduzione dal francese a cura di Krisis).

    Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND Ver. 4.0 Internazionale

    Autore

    • Emmanuel Todd. Foto di Francesca Mantovani 2023, Editions Gallimard.
      Emmanuel Todd

      Nato nel 1951, è uno storico, sociologo e antropologo francese di fama internazionale, noto per aver previsto per primo, con anni di anticipo, il collasso dell’Unione Sovietica e la crisi finanziaria del 2008. Tra i suoi libri pubblicati in Italia: L’illusione economica (Marco Tropea Editore, 2004), Dopo l’impero (Marco Tropea Editore, 2003), L’incontro delle civiltà (con Youssef Courbage, Marco Tropea Editore, 2009) e Breve storia dell’umanità (leg Edizioni, 2019). La sconfitta dell’Occidente, in corso di traduzione in diversi paesi, è il suo ultimo libro.

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