L’ex corrispondente dal Medio Oriente per The New York Times offre una lucida analisi del conflitto in corso in Palestina. Forte di un’esperienza sul campo che va da Sarajevo a El Salvador, il premio Pulitzer denuncia la brutalità dell’assedio israeliano e la complicità dell’Occidente. In un confronto impietoso con le guerre passate, Hedges accusa Israele di voler cancellare non solo un popolo, ma l’idea stessa di Palestina, in un clima di disumanizzazione sistematica. Il saggio che segue è tratto dal suo ultimo libro, «Un genocidio annunciato», appena pubblicato da Fazi Editore, un reportage dalla Palestina, con testimonianze dirette e racconti sul campo. Una testimonianza potente, nel solco del grande giornalismo di guerra.
Ascolta l’articolo, letto da Giulio Bellotto:
Come giornalista ho seguito la guerra urbana in El Salvador, Irak, Gaza, Bosnia e Kosovo. Quando si combatte strada per strada, condominio per condominio, c’è una sola regola: uccidere qualunque cosa si muova. Parlare di zone sicure, le rassicurazioni sulla protezione dei civili, le promesse di attacchi aerei «chirurgici» e «mirati», la creazione di vie di evacuazione «sicure», le fatue spiegazioni che i morti civili si devono al «fuoco incrociato», la tesi che case e palazzi ridotti in macerie dalle bombe ospitavano terroristi o che i razzi vaganti di Hamas sono responsabili della distruzione di scuole e ospedali: tutto questo fa parte della copertura retorica per compiere stragi indiscriminate.
Durante l’assedio di Sarajevo, quando ero corrispondente per The New York Times, non abbiamo mai assistito al livello di bombardamenti a tappeto e blocco quasi totale dei rifornimenti di cibo, acqua, carburante e medicine che Israele ha imposto a Gaza. Non abbiamo mai assistito a centinaia di morti e feriti al giorno. Non abbiamo mai assistito alla complicità della comunità internazionale nella campagna serba di genocidio. Non abbiamo mai assistito a un intervento di Washington per bloccare le risoluzioni di cessate il fuoco.
Non abbiamo mai assistito a enormi spedizioni di armi degli Stati Uniti e di altri Paesi occidentali per sostenere l’assedio. Non abbiamo mai assistito a cronache da Sarajevo regolarmente smentite e ignorate dalla comunità internazionale, sebbene 25 giornalisti siano stati uccisi durante la guerra dalle forze assedianti serbe. Non abbiamo mai assistito a governi occidentali che giustificavano l’assedio come il diritto dei serbi a difendersi, sebbene le forze di peacekeeping dell’Onu inviate in Bosnia fossero principalmente un gesto di pubbliche relazioni, incapaci di fermare il massacro finché non furono costrette a rispondere dopo la carneficina di 8.000 uomini e ragazzi bosgnacchi a Srebrenica.
Non intendo minimizzare gli orrori dell’assedio di Sarajevo, che 30 anni dopo mi provoca ancora degli incubi. Ma quello che vivemmo all’epoca – dai 300 ai 400 colpi di mortaio, quattro o cinque morti e una ventina di feriti al giorno – è una minima frazione del bilancio di morte e distruzione a Gaza. L’assedio israeliano della Striscia assomiglia piuttosto all’attacco della Wehrmacht contro Stalingrado, dove oltre il 90% degli edifici della città fu distrutto, che a Sarajevo.

Israele cerca di cancellare non solo i palestinesi come popolo ma proprio l’idea di Palestina. E come altri autori di genocidio, intende tenere nascosto tutto ciò. […]. Il volto coloniale distorto di Israele rispecchia il nostro stesso volto in Occidente. Ci attribuiamo virtù e qualità civilizzatrici che sono, come in Israele, giustificazioni inconsistenti per spogliare e privare popolazioni occupate e assediate dei loro diritti, portandogli via la terra e ricorrendo alla protratta prigionia, alle torture, alle umiliazioni, alla povertà forzata e agli assassinii per tenerle soggiogate.
Il nostro passato, compreso il passato recente in Medio Oriente, si basa sull’idea di sottomettere o cancellare le razze «inferiori» della Terra. Diamo a queste razze «inferiori» nomi che incarnano il male. Isis. Al-Qaeda. Hezbollah. Gli Houthi. Hamas. Usiamo epiteti razzisti per disumanizzarle. «Haji» [titolo meritorio di un musulmano che ha fatto il pellegrinaggio alla Mecca]. «Negro del deserto». «Cammelliere». «Alì Babà». «Spalatore di sterco».
Inoltre, poiché incarnano il male, poiché sono meno che esseri umani, ci sentiamo autorizzati, come ha detto Nissim Vaturi, membro della Knesset appartenente al Likud, a cancellare «la Striscia di Gaza dalla faccia della Terra» 1. Naftali Bennett, ex primo ministro di Israele, in un’intervista a Sky News ha dichiarato: «Stiamo combattendo i nazisti». In altre parole, il male assoluto 2.
Per non essere da meno, durante una conferenza stampa con il cancelliere tedesco Olaf Scholz, il premier Benjamin Netanyahu ha descritto Hamas come «i nuovi nazisti» 3.
Rifletteteci. Una popolazione, da 17 anni prigioniera nel più grande campo di concentramento del mondo – privata di cibo, acqua, carburante e medicinali; senza un esercito, un’aviazione, una marina, unità meccanizzate, sistemi di artiglieria, sistemi di comando e controllo o batterie di missili – viene massacrata e ridotta alla fame da uno degli eserciti più avanzati del pianeta. E i nazisti sarebbero loro?
C’è un’analogia storica qui. Ma non è del tipo che i vari Bennett, Netanyahu o qualsiasi altro leader israeliano siano disposti ad ammettere. Quando gli occupati rifiutano di sottomettersi, quando continuano a resistere, facciamo cadere ogni finzione della nostra missione «civilizzatrice» e scateniamo, come a Gaza, un’orgia di massacri e distruzioni. Diventiamo ebbri di violenza. Questa violenza ci fa impazzire. Uccidiamo con ferocia inaudita. Diventiamo le bestie che accusiamo gli oppressi di essere. Sveliamo la falsità della nostra decantata superiorità morale. Sveliamo la verità fondamentale della civiltà occidentale: siamo gli assassini più spietati ed efficienti del pianeta. Solo questo assicura il nostro dominio, il quale non ha niente a che vedere con la democrazia o la libertà. Questi sono diritti che non garantiremo mai agli oppressi. […]
Noi possiamo anche credere alle nostre bugie, ma la maggior parte del mondo vede noi – e vede Israele – con estrema chiarezza. Capisce la nostra assoluta ipocrisia e il nostro bieco fariseismo. Vede che i palestinesi, senza potere, costretti a vivere in squallidi campi profughi o nella diaspora, privati della terra natia e perseguitati, patiscono il tipo di destino un tempo riservato agli ebrei. Questa è forse la tragica ironia finale. Un popolo un tempo bisognoso di essere protetto dal genocidio oggi ne commette uno.
Israele lascia dietro di sé solo una crescente barbarie, comprese torture e violenze letali contro civili disarmati, e tutto questo non fa che accelerarne il declino. La violenza indiscriminata funziona nel breve termine […]. Ma nel lungo termine è rovinosa. Il genocidio di Gaza ha prodotto una nuova generazione di giovani uomini e donne profondamente traumatizzati e arrabbiati che hanno visto uccidere le loro famiglie e distruggere le loro comunità. Non passerà molto perché prendano il posto dei leader martirizzati.

Questo attacco è l’offensiva finale israeliana per estinguere il sogno di uno Stato palestinese e schiacciare o espellere il popolo palestinese. Le immagini dei bambini palestinesi morti, allineati come se dormissero, sono una metafora per il futuro. Israele parla ai palestinesi nel linguaggio della morte. E il linguaggio della morte è tutto ciò con cui i palestinesi potranno rispondere. La carneficina – smettiamo di fingere che questa sia una guerra – sta rafforzando una serie di islamisti radicali. Sta demolendo le fragili fondamenta dei regimi arabi laici corrotti confinanti con Israele, compresi Egitto e Giordania.
Hamas non può perdere questo conflitto. I movimenti militanti si nutrono di martiri, e Israele gli sta fornendo vagonate di mutilati e di morti. I combattenti di Hamas, armati con poco più che armi leggere, alcuni razzi e piccoli mortai, stanno lottando contro una delle macchine militari più sofisticate del pianeta. […]
Il dibattito pubblico sui massacri di Gaza ruota intorno all’assurda invenzione che sia Israele a vedere minacciata la propria sicurezza e dignità, non i palestinesi. Questa cieca difesa della brutalità israeliana nei confronti dei palestinesi offende la memoria delle vittime di altri genocidi, dalla Shoah alla Cambogia, dal Ruanda alla Bosnia.
I palestinesi vengono massacrati con armi di fabbricazione americana. Ma la nostra cinica indifferenza verso le sofferenze umane non è una novità: dopotutto, in Irak e in Afghanistan abbiamo ucciso donne e bambini su una scala addirittura maggiore. Le mani insanguinate di Israele rispecchiano le nostre.
Moriranno altri bambini palestinesi. Bombe israeliane distruggeranno altre scuole delle Nazioni Unite usate come rifugio da famiglie terrorizzate, uccidendo donne e bambini. Ci saranno altri bambini orfani e denutriti. Ci saranno altri pazienti comatosi o che urlano sui pavimenti dei corridoi degli ospedali sventrati di Gaza. E ci saranno altri assurdi servizi giornalistici che ripeteranno a pappagallo le menzogne israeliane. […]
La distruzione di Gaza non porterà in Israele né pace né sicurezza. Se proseguirà, cancellerà semplicemente l’unica organizzazione interna ad avere sufficiente autorità e forza da poter garantire un po’ di ordine, aprendo un vaso di Pandora di guai.
Testo tratto dal libro Un genocidio annunciato – Storie di sopravvivenza e resistenza nella Palestina occupata di Chris Hedges, Fazi Editore.

Note
- Tia Goldenberg, “Harsh Israeli rhetoric against Palestinians becomes central to South Africa’s genocide case”, The Associated Press, 18 gennaio 2024, https://apnews.com/article/israel-palestinians-south-africa-genoci de-hate-speech-97a9e4a84a3a6bebeddfb80f8a030724 ↩︎
- “We’re Fighting Nazis’: Former Israeli Prime Minister Defends Cutting Off Energy to Gaza Strip”, Sky News, 12 ottobre 2023, https://news.sky. com/video/were-fighting-nazis-former-israeli-prime-minister defends-cutting-off-energy-to-gaza-strip-12983288 ↩︎
- Sarah Fortinsky, “Netanyahu Labels Hamas ‘the New Nazis’ alongside Germany’s Scholz”, in «The Hill», 17 ottobre 2023, https://thehill.com/ policy/international/4261308-netanyahu-labels-hamas-the-new-na- zis-alongside-germanys-scholz/ ↩︎





