Con la desecretazione dei documenti sull’omicidio del presidente John Fitzgerald Kennedy, il dibattito sull’attentato del 22 novembre 1963 a Dallas torna di stringente attualità. Questo capitolo oscuro della storia americana è al centro di uno dei film più avvincenti di Oliver Stone: JFK – Un caso ancora aperto, un’opera che merita di essere rivista.
Il regista più anti-sistema d’America ha lodato il presidente Donald Trump, che il 23 gennaio 2025 ha firmato un ordine esecutivo per la declassificazione dei documenti relativi agli omicidi di John Fitzgerald Kennedy, di suo fratello Robert e di Martin Luther King. Stone, che ha dichiarato di aver votato per Trump in quanto sostenitore di Robert Kennedy Jr, avrebbe in progetto un film sull’attentato al presidente, raggiunto da un proiettile all’orecchio destro il 13 luglio 2024 in Pennsylvania.
La critica al potere è al centro del lavoro del controverso regista. Con film come Platoon e Wall Street ha sfidato le verità ufficiale. Ma con JFK – Un caso ancora aperto ha profondamente scosso l’opinione pubblica, insinuando che il governo degli Stati Uniti e il complesso militare-industriale possano essere coinvolti nell’omicidio di John Kennedy. Il film del 1991 è un capolavoro che sembra girato oggi. Montaggio veloce, immagini che scorrono dagli esuli cubani anticastristi alle facce dei generali che sembrano condizionare l’autopsia di John Kennedy.
Contro la tesi ufficiale della Commissione Warren, che attribuisce l’assassino al solo Lee Oswald (il grande Gary Oldman) e sostiene che furono sparati tre colpi con una sola arma, JFK ipotizza due assassini e sei colpi. Il protagonista è il procuratore distrettuale di New Orleans Jim Garrison, nell’eccellente interpretazione di Kevin Costner. Garrison non crede alle conclusioni della Commissione Warren, scopre che Oswald ha frequentato più volte la sua città e indaga.
Ma il Governo federale ferma l’inchiesta. Tre anni dopo, nel 1966, ecco una nuova inchiesta. L’interrogatorio di un carcerato, Willie O’Keefe (l’ottimo Kevin Bacon), racconta di una riunione in cui si sarebbe parlato di uccidere Kennedy. Emergono coinvolgimenti della mafia, della CIA, dell’FBI, fino a ipotizzare il coinvolgimento del presidente Lyndon Johnson. Il procuratore Garrison manda a processo Clay Shaw (Tommy Lee Jones), un uomo d’affari sospettato di legami con la CIA, ma i giudici lo prosciolgono.
Con questo grande film inchiesta, Oliver Stone invita lo spettatore a mettere in discussione la versione ufficiale dell’assassinio Kennedy. «Con questo film non intendo affatto dire: “Guardate qui, le cose sono andate così, come descritte”» ha spiegato. «Mi sono limitato alla ricostruzione dei fatti come avrebbe fatto un buon detective, tutto qui». E ora, con la desecretazione dei documenti voluta da Trump, JFK potrebbe rivelarsi ancora più profetico di quanto sembrasse nel 1991.
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