Il «passato che non passa» continua a dividere i Paesi della ex Jugoslavia, evidenziando le difficoltà di fare i conti con una storia complessa e dolorosa. E anche in Croazia, le atrocità commesse durante la Seconda guerra mondiale pesano sulla memoria collettiva. A Zagabria il dibattito si è riacceso dopo una vittoria della Nazionale ai Mondiali di pallamano, che è stata celebrata con le canzoni di Marko Perković, noto come Thompson. Il controverso cantante, accusato di esaltare il regime filonazista degli Ustascia di Ante Pavelić, è un potente simbolo del nazionalismo croato, specialmente tra i giovani. Brani come Jasenovac i Gradiška Stara e Čavoglave, che mescolano folk, rock e turbofolk, sono al centro di polemiche e divieti in vari Paesi europei. Eppure in Croazia c’è chi continua ad ascoltarli.
Il 28 gennaio 2025, ai Mondiali di pallamano, la nazionale croata ha festeggiato con i tifosi la vittoria dei quarti di finale contro l’Ungheria sulle note di Ako ne znaš šta je bilo, un inno alla patria croata. Marko Perković, l’autore della canzone, il cui titolo si traduce Se non sai cosa è successo, ha condiviso sui suoi canali social il video, seguito da un post della Nazionale che lo invitava a cantare durante la semifinale contro la Francia. La settimana dopo, decine di migliaia di tifosi hanno riempito piazza Ban Jelačic a Zagabria, sventolando centinaia di bandiere croate, per festeggiare il secondo posto ottenuto ai Mondiali. A fare da capo-guida c’era sempre Perković. Dal palco, assieme ai protagonisti dell’impresa, ha fatto cantare un’intera piazza sulle note di alcune delle sue più famose canzoni che spaziano dal turbo folk all’hard rock.
Popolarissimo in patria e osteggiato all’estero, Perković si fa chiamare Thompson, dal nome del mitra che usava quando combatteva durante le guerre jugoslave degli anni Novanta. Ultranazionalista, Perković è stato accusato di omaggiare gli Ustascia di Ante Pavelić. Proprio così: quell’Ante Pavelic che Indro Montanelli definì «criminale di guerra che più criminale non si può», il fondatore dell’autoproclamato Stato indipendente di Croazia dal 1941 al 1945, regime fantoccio filonazista responsabile di inauditi massacri e atrocità.
Tornata indipendente l‘8 ottobre 1991, la Croazia ha una produzione musicale pesantemente influenzata dal suo recente passato bellico. La scena musicale croata post indipendenza oscilla fra un innocuo patriottismo e un pericoloso nazionalismo. Mentre alcune canzoni promuovono la convivenza fra le diverse etnie, altre tentano di revisionare la memoria storica, vagheggiando rivendicazioni territoriali e incitando all’odio nei confronti dei serbi.

Jasenovac e Gradiska Stara
Sebbene neghi di sostenere gli Ustascia, Thompson non ha mai condannato le atrocità che questi commisero nell’Auschwitz dei Balcani, il campo di concentramento di Jasenovac. creato dagli Ustascia durante la Seconda guerra mondiale dove furono ammazzati almeno 100 mila fra serbi, ebrei, rom e croati oppositori del regime. Anzi. Emblematico il caso di Jasenovac i Gradiska Stara, brano attribuito agli ambienti nazionalistici che Thompson che non ha mai ufficialmente inciso, ma che ha interpretato durante i suoi concerti. La controversa canzone, incentrata sui lager di Jasenovac e Gradiška Stara (allestito per donne e bambini serbi, ebrei e rom), testimonia la vicinanza del cantante all’ideologia ultranazionalista.
Ecco alcuni versi: «Jasenovac e Gradiška Stara, quella è la casa dei macellai di Maks […] Chi avrebbe potuto immaginare l’anno scorso che il Natale sarebbe stato festeggiato dai partigiani. Che dicevano, fanculo, che la Legione Nera non tornerà». Maks era il soprannome di un noto criminale di guerra ustascia, Vjekoslav Luburić. Comandante del campo di concentramento di Jasenovac durante la Seconda guerra mondiale, fu responsabile di inaudite atrocità contro serbi, ebrei rom e oppositori del regime croato filonazista. «Glorificare Maks in Croazia è come glorificare in Germania i macellai di Auschwitz» osserva con Krisis una fonte internazionale.
«Signora della Sinjska, se puoi, prendi Stipe e restituiscici Franju» prosegue il brano. Il riferimento è alla Vergine Maria raffigurata sulla pala d’altare della chiesa del monastero francescano di Sinj, in Croazia. Da una parte lo si può interpretare come richiamo allo spirito patriottico croato, dall’altra sembra rievocare il silenzio dei cattolici sui crimini ustascia, oltre al ruolo decisivo avuto dai frati francescani nei campi di sterminio (il frate francescano Miroslav Filipović, soprannominato Fra Satana, comandò il campo di Jasenovac, distinguendosi per la sua crudeltà).
La canzone contiene anche una richiesta esplicita di cambio regime. Ossia la cacciata di Stjepan «Stipe» Mesić, primo ministro dal 2000 al 2010, l’ultimo Presidente della Repubblica socialista federale di Jugoslavia poi entrato nel Partito popolare croato, formazione di centro-sinistra. La canzone chiede che Mesić venga sostituito con il nazionalista Franju Tuđman, fondatore del partito HDZ e presidente croato dal 1990 al 1999. Dopo l’elezione del leader moderato, Thompson aveva raccolto attorno a sé personalità influenti, tra sportivi, ex combattenti ed ecclesiastici, dando vita a un importante movimento d’opposizione nazionalista. Ma la canzone che ha spesso interpretato si spinge anche più in là. E chiude con un omaggio ad Ante Pavelić.

Concerti vietati, dall’Austria alla Slovenia
Nel 2003, il giornalista croato Matija Babić, fondatore del portale Index.hr, ha pubblicato le registrazioni di un concerto del cantante Thompson, in cui interpretava il brano Jasenovac i Gradiška Stara. La pubblicazione del video scatenò forti polemiche in Croazia e a livello internazionale. Negli anni successivi, esponenti della destra croata – inclusi membri dell’HDZ (la forza politica dominante in Croazia dall’indipendenza – hanno minimizzato o relativizzato i crimini degli Ustascia, spesso contrapponendoli a quelli del regime comunista jugoslavo di Tito.
Sotto la guida del premier Andrej Plenković, leader dell’HDZ dal 2016, il partito ha adottato un profilo più moderato e pro-europeo. Plenković ha guidato il governo per tre mandati, fino al 2024, quando, dopo aver vinto le elezioni parlamentari, ha formato una coalizione con il Movimento per la patria (DP), partito di destra radicale nato da una scissione dell’HDZ. L’accordo ha riacceso il dibattito sul rapporto tra HDZ ed estrema destra croata.
D’altro canto, è tutta la destra croata a sostenere Thompson. Quando il cantante si è visto annullare nel 2017 il concerto a Maribor in Slovenia da parte delle autorità locali, la risposta delle istituzioni croate non si è fatta attendere. Il primo ministro Plenković e la presidente Kolinda Grabar Kitarović sono intervenuti per sostenere il cantante, dicendo che la cancellazione del concerto era un attacco alla libertà di espressione. Nulla da fare: a Thompson è stato vietato di suonare, come è avvenuto in Germania, Austria, Paesi Bassi, Svizzera e persino nella città croata di Pola.
Già nel 2007 il direttore del Simon Wiesenthal Center a Gerusalemme, Efraim Zuroff, aveva riferito al Jerusalem Post che i concerti di Thompson erano un’occasione per esibire simboli fascisti, per esempio magliette con il simbolo della Legione nera e della Milizia ustascia. Anche l’Anti Defamation League, organizzazione ebraica che combatte l’antisemitismo, ha denunciato che «diversi concerti del cantante si aprono con il tradizionale grido di guerra degli Ustascia».

«Pronti per la patria»
È invece di Thompson la canzone Čavoglave. Il brano è stato scritto dal cantante come inno per il battaglione Čavoglave, un’unità militare croata che ebbe un ruolo significativo durante la guerra degli anni Novanta e che ha preso il nome da Čavoglave, una località della Dalmazia dove Thompson trascorse parte della giovinezza. Pubblicata nel 1991, è stata scritta per sostenere il morale dei combattenti, raccontandone le loro gesta. «Ascoltate volontari serbi, banda di četnici: la nostra mano arriverà fino in Serbia!» recitano i versi vengono intonati su una base molto ritmica e incalzante che incitano all’assalto contro i serbi. Una base così energica da essere stata ripresa anche in Bosnia, con il brano Sarajevske Čavoglave (Čavoglave di Sarajevo).
L’inno scritto da Thompson inizia con il saluto «Za dom spremni», ossia «Pronti per la patria», esplicito riferimento al motto usato dagli Ustascia, che richiama il nazista «Sieg Heil» o il fascista «A noi». Il saluto ustascia «Pronti per la patria» è risuonato durante molti concerti di Thompson. Uno dei più controversi si è tenuto il 5 agosto 2015 a Knin alla presenza di 80.000 spettatori, in occasione del 20° anniversario dell’Operazione Tempesta.
Quest’offensiva militare, condotta dall’esercito croato nell’agosto 1995 per riconquistare il controllo delle autoproclamate Repubbliche serbe di Krajina, fu accompagnata da gravi violenze contro civili serbi e dalla pulizia etnica di 200.000 croati di etnia serba, in quella che fur percepita da tanti come una seconda Jasenovac. Eppure, durante l’evento di Thompson a Knin, gli spettatori non solo hanno intonato il saluto ustascia «Pronti per la patria», ma anche slogan come «Ubij Srbina» («Uccidete un serbo»), espressioni peraltro intonate anche da hooligan croati durante le partite della nazionale di calcio.
«Annetta, la regina di Knin», un pezzo hard rock pubblicato nel 1994, è un altro esempio dello stile di Thompson, a sostegno della causa croata. «A causa di Anna e di un boccale di vino, brucerò la Krajina fino a Knin; brucerò due, tre caserme serbe, ché io non viaggio invano» sono gli espliciti versi, che anticipano l’Operazione Tempesta del 1995.

Musica come propaganda
Il revisionismo storico, la glorificazione di Jasenovac e dell’indipendenza della Croazia non venne solo accompagnata dalle canzoni di Marko Perković, ma anche da altri cantanti come Đuka Čaić, Mladen Kvesić e Ivo Fabijan. Lo storico italiano Eric Gobetti, esperto di storia jugoslava del Novecento, spiega a Krisis: «L’estremismo nazionalista in Croazia è marginale, ma l’idea di nazione croata, che si è affermata grazie al contributo eroico di tanti volontari è molto diffusa. D’altro canto la Croazia, uscita solo da 30 anni da un conflitto, è una società nazionalista». E a proposito della minimizzazione della tragedia di Jasenovac a opera di Thompson, Gobetti aggiunge: «Se sei un nazionalista croato, devi dire che Jasenovac è stata ingigantita dai comunisti e dai nazionalisti serbi. E se c’è qualcuno che lo dice per te con belle parole intonate e in rima, meglio ancora: così lo puoi cantare».
Basta leggere i commenti su uno degli ultimi post di Facebook, pubblicati da Thompson, lo scorso 23 gennaio, relativo all’annuncio che un suo concerto sarebbe stato spostato all’ippodromo di Zagabria per l’elevato numero di richieste. «Dai, venite nella città inconquistata di Osijek» dice un utente, riferendosi alla città della Slavonia, nell’Est della Croazia dove, durante la guerra, avvennero pesanti bombardamenti e scontri tra forze croate e serbe. Un altro utente commenta quella che considera una censura fatta nei confronti del cantante: «E noi, gente, se non ci alziamo, se non glielo permettiamo, allora non siamo degni di essere chiamati croati; mi interessa davvero sapere se qualche poliziotto caricherà chi va al concerto di Mark». Seguono circa 2000 commenti, intrisi di nazionalismo, tra preghiere rivolte a Dio e attacchi rivolti ai serbi.
Le canzoni
- Jasenovac i Gradiska Stara https://www.youtube.com/watch?v=JlabI7MzieU
- Čavoglave https://www.youtube.com/watch?v=pfUCdsLgr4Y
- Annetta, la regina di Knin https://www.youtube.com/watch?v=GP6gdOmPZlI
- Lijepa li si https://www.youtube.com/watch?v=Gt3xnAhGrZI
- Hrvatine (I Croati) di Đuka Čaić https://www.youtube.com/watch?v=ZE-ORQSgjkE
- Mi smo garda hrvatska (Noi siamo la Guardia croata) di Mladen Kvesić https://www.youtube.com/watch?v=2yNlVqcSfeM
- Šibeniče stoput hvala (Oh Sebenico, cento volte grazie) di Ivo Fabijan https://www.youtube.com/watch?v=rG0YrtTkCzQ
- Moja domovina (La mia patria) di Hrvatski Band Aid https://www.youtube.com/watch?v=w9RcIoTbYiE
- Ruža hrvatska (Rosa croata) di Prljavo Kazalište, scritta da Jasenko Houra https://www.youtube.com/watch?v=q57b-eRuAS8
- Ehi, mio compagno belgradese di Jura Stublic https://www.youtube.com/watch?v=OBClSknncNg
Fonti
- Barkovic Nemmeno, Thompson ha ammesso di aver cantato una canzone sul massacro dei serbi tempo fa, Index-hr, 24 luglio 2018, ultimo accesso 22 gennaio 2025 https://www.index.hr/vijesti/clanak/thompson-je-davno-priznao-da-je-pjevao-pjesmu-o-klanju-srba/2013326.aspx
- Babić Matija,Thompson: patriota o fascista? La risposta finale è…, Index-hr, 28 dicembre 2003, Ultimo accesso 19 gennaio 2025 (+ registrazione “Thompson – Jasenovac i Gradiska Stara) https://www.index.hr/vijesti/clanak/thompson-domoljub-ili- fasist-konacan-odgovor-je/178032.aspx
- Baccini Federico, La Croazia vira a (estrema) destra. Plenković sigla l’intesa di governo con Movimento per la Patria, eunews.it, 10 maggio 2024, ultimo accesso 23 gennaio 2025
- Jakovljević Marco, Musica pop e nazionalismo: uno sguardo ragionato sul turbofolk, estranei.org, 29 agosto 2021.
- Milekic Sven, Croats Chant Anti-Serb Slogans at Nationalist Concert, balkaninsight.com,6 agosto 2015. https://balkaninsight.com/2015/08/06/croats-chant-anti-serb-slogans-at-nationalist-concert-08-06-2015
- Vladisavljevic Anja, Nationalist Singer Joins Croatia Players at Homecoming Party, balkaninsight.com, 17 luglio 2018. https://balkaninsight.com/2018/07/17/controversial-right-wring-singer-a-special-guest-of-croatian-footballers-07-17-2018
- Milekic Sven, Croatia Quizzes Slovenia Over Thompson Concert Ban, balkaninsight.com, 18 maggio 2017. https://balkaninsight.com/2017/05/18/croatian-demands-answers-for-slovenia-banning-nationalist-concert-05-18-2017
- Acquavita Pausin Lionella, La Croazia sdogana Thompson, Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa, 5 giugno 2020. https://www.balcanicaucaso.org/aree/Croazia/La-Croazia-sdogana-Thompson-202442
- Budinich Piero, Jasenovac e altri lager – la pesante eredità del fascismo croato, Asterios Editore, Trieste, 2023. https://asterios.it/sites/default/files/Pagine%20da%20Libro_Jasenovac.pdf
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