A due anni di distanza, l’attentato al Nord Stream è il più grande mistero geopolitico dei nostri tempi. Le esplosioni che il 26 settembre 2022 hanno danneggiato le linee del gasdotto alimentano interrogativi ancora senza risposta. Tra le ipotesi, quella di un coinvolgimento degli Stati Uniti è stata avanzata dal premio Pulitzer Seymour Hersh. Secondo la stampa olandese, la CIA sarebbe invece stata a conoscenza di un piano ucraino di sabotaggio, poi però fermato. Altre rivelazioni, tra cui l’ipotetico ruolo della Polonia e la presenza di navi statunitensi nella zona, complicano ulteriormente lo scenario. Ad ogni modo, poiché le indagini non hanno prodotto risultati, il caso resta aperto.
«Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Per citare Agatha Christie, che sulle indagini relative al sabotaggio del gasdotto russo Nord Stream avrebbe qualcosa da dire. Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream avviene 26 settembre 2022 tramite una serie di esplosioni sottomarine, e conseguenti perdite di gas, che danneggiano tre delle quattro condotte dei gasdotti Nord Stream 1 e 2.

Tralasciamo la sparata iniziale, secondo la quale sarebbe stato Vladimir Putin, per rispetto all’intelligenza di chi legge e analizziamo le circostanze con buon senso, evitando bugie e manipolazioni. E proponendo testimonianze e fatti bellamente ignorati. Partiamo dalle parole sibilline di Condoleezza Rice, che nel 2014 dichiara in un’intervista1 che «si deve dipendere di più dalla piattaforma energetica nord-americana» e che si devono volere «gasdotti che non passano attraverso l’Ucraina e la Russia». L’ex Segretario di Stato aggiunge: «Per anni abbiamo cercato di interessare gli europei a diverse rotte dei gasdotti». Per poi concludere: «È ora di farlo». Passano gli anni e, il 24 febbraio 2022, la Russia invade l’Ucraina.
Pochi mesi dopo, a settembre, i gasdotti che portano il gas russo in Germania sono fatti esplodere. È un attentato terroristico: il Nord Stream non c’è più, proprio come «annunciato» mesi prima dal presidente USA Joe Biden e dal Sottosegretario Victoria Nuland. Le prime indiscrezioni sui possibili responsabili si leggono in un articolo di Seymour Hersh, premio Pulitzer di fama mondiale, che indica gli Stati Uniti come autori dell’attacco all’infrastruttura gasiera. L’Ucraina, convitata di pietra, sembra restare sullo sfondo. Intanto iniziano varie indagini, in particolare quella tedesca che oggi, a distanza di oltre due anni, è «congelata».
Quindi, alla fine del gennaio 2025, cosa sappiamo veramente sull’inedito attacco a una infrastruttura strategica europea? Secondo la Reuters, i Servizi segreti olandesi a suo tempo avrebbero informato la CIA di un presunto piano ucraino, nel giugno 2022, per far esplodere il gasdotto Nord Stream, così riferisce l’emittente nazionale olandese NOS2. La notizia viene poi pubblicata anche dal Wall Street Journal e dal Times. La CIA, inascoltata, allora avrebbe intimato al governo ucraino di non farlo: così sintetizza la stampa. L’esecutore del sabotaggio, un esperto subacqueo ucraino, sarebbe poi riparato in Polonia.
Torna alla mente il tweet lanciato subito dopo l’esplosione del gasdotto da Radoslaw Sikorski, ex ministro degli Esteri polacco, nonché marito della influentissima giornalista statunitense Anne Applebaum. Il 27 settembre 2022, Sikorski ringrazia gli USA postando la foto del mar Baltico increspato dalla fuga di gas del gasdotto squarciato dall’esplosione.

Il 17 agosto 2024 Donald Tusk, primo ministro polacco, con un post su X, intima agli «iniziatori e ai sostenitori di Nord Stream 1 e 2» di scusarsi e di fare silenzio. Affermazioni pesanti, che paiono rispondere alle dichiarazioni rilasciate due giorni prima dall’ex capo del servizio di intelligence tedesco Bnd. August Hanning ha dichiarato al gruppo tedesco Die Welt che l’attacco ai gasdotti Nord Stream potrebbe essere stato effettuato con il supporto della Polonia e, a suo avviso, con l’approvazione dei presidenti di Ucraina e Polonia, Volodymyr Zelensky e Andrzej Duda3.

Ma perché l’allarme alla Germania è stato dato dalla CIA4 e non dall’Olanda? Le rivelazioni del Wall Street Journal5 e prima ancora del Times6 descrivono un quadro «imbarazzante» della vicenda, nella quale chi sapeva dell’attacco al gasdotto non sarebbe riuscito a sventarlo.
E pensare che qualcuno aveva previsto tutto con largo anticipo, prima ancora delle rivelazioni dell’intelligence olandese. Il 27 gennaio 2022 Victoria Nuland, sottosegretario di Stato, aveva detto: «Se la Russia invade l’Ucraina, in un modo o nell’altro, Nord Stream 2 non andrà avanti». Dieci giorni dopo, il 7 febbraio 2022, il presidente Joe Biden aveva ribadito: «Se la Russia invade (…) non ci sarà più un Nord Stream 2. Metteremo fine a tutto questo».
Acqua passata, a quanto pare. Nel novembre 2023, i riflettori vengono puntati sull’Ucraina. Il settimanale tedesco Der Spiegel7 e il quotidiano statunitense Washington Post conducono un’inchiesta congiunta sul sabotaggio del Nord Stream. Dall’indagine emergerebbe che un ex colonnello delle forze speciali ucraine, Roman Chervinsky, avrebbe coordinato l’attacco con una squadra di sei persone utilizzando uno yacht a noleggio, Andromeda.
Caso risolto? Non proprio. Il 14 agosto 2024, un’inchiesta del Wall Street Journal8 rivela che l’ex generale Valerii Zaluzhnyi, attualmente ambasciatore ucraino a Londra, avrebbe guidato il sabotaggio, operazione che il presidente Volodymyr Zelensky aveva inizialmente approvato ma successivamente ordinato di fermare. Però Zaluzhnyi nega ogni coinvolgimento. Eppure, nove giorni dopo, il Presidente della Repubblica Ceca Petr Pavel9 dichiara che il Nord Stream «a certe condizioni» avrebbe potuto essere considerato un obiettivo legittimo.
Quando tutto sembra chiarito, il 26 settembre 2024 il guastafeste di turno ci informa che la Marina degli Stati Uniti era sulla scena delle esplosioni del Nord Stream. Grazie al quotidiano danese Politiken, si scopre che una nave da guerra statunitense operava in nell’area10. Si tratta della nave d’assalto anfibio classe vespa USS Kearsarge, presente nel Mar Baltico il 3 settembre 2022.

La fonte è John Anker Nielsen, il capitano del porto dell’isola di Christiansø, che si trova vicino a Bornholm. Nielsen dice di essersi deciso a «parlare» degli eventi del settembre 2022, nonostante inizialmente «gli fosse stato vietato». La nave da guerra americana operava nella regione a Est dell’isola danese di Bornholm con i transponder spenti. Presumendo un’emergenza, Nielsen aveva avviato un intervento di salvataggio. Ma quando i soccorritori danesi erano arrivati sul sito, avevano trovato la nave della Marina degli Stati Uniti. E il comando gli aveva ordinato di tornare indietro.
Se tanti tacciono su Nord Stream, altri non hanno remore a parlare su fatti analoghi. Per esempio Budapest e Ankara, che protestano per l’attacco dell’Ucraina al gasdotto Turkish Stream del 13 gennaio 202511. D’altro canto, già il 27 luglio il primo ministro ungherese Viktor Orban aveva detto che l’esplosione del gasdotto russo Nord Stream era stata fatta «sotto la direzione americana»12. Il premier di Budapest aveva anche criticato la politica energetica di Bruxelles piegata ai desiderata di Washington. «Le sanzioni stanno danneggiando gli interessi fondamentali europei» aveva detto, «aumentando i prezzi dell’energia e rendendo l’economia europea non competitiva».
Sullo sfondo, risuonano sinistre le parole pronunciate nel febbraio 2014 da Victoria Nuland, allora assistente del Segretario di Stato per gli Affari europei ed eurasiatici. Al telefono con Geoffrey Pyatt, ambasciatore degli Stati Uniti in Ucraina che le chiedeva dell’Unione europea impegnata in un tentativo di mediazione della crisi ucraina, Nuland aveva risposto: «You know, fuck the EU!» Lo sai, l’UE si fotta.

- https://www.youtube.com/watch?v=o_f8WpmackU ↩︎
- https://www.reuters.com/world/europe/dutch-intelligence-tipped-cia-alleged-ukraine-plan-attack-nord-stream-nos-2023-06-13/ ↩︎
- https://www.welt.de/politik/ausland/video253030040/Nord-Stream-Anschlaege-Bin-sehr-sicher-dass-Herr-Selenskyj-davon-gewusst-hat-sagt-der-Ex-BND-Chef.html ↩︎
- https://www.washingtonpost.com/national-security/2023/06/06/nord-stream-pipeline-explosion-ukraine-russia/ ↩︎
- https://www.wsj.com/world/europe/nord-stream-pipeline-explosion-real-story-da24839c?mod=hp_lead_pos7 ↩︎
- https://www.thetimes.com/world/russia-ukraine-war/article/nord-stream-pipeline-explosion-ukraine-citizen-arrest-gwqngq7tz ↩︎
- https://www.spiegel.de/international/world/ukrainian-special-forces-officer-allegedly-involved-in-nord-stream-attack-a-52a23ebb-85a4-43c3-b46c-de6cdce68134 ↩︎
- https://www.wsj.com/world/europe/nord-stream-pipeline-explosion-real-story-da24839c ↩︎
- https://brusselssignal.eu/2024/08/nord-stream-a-legitimate-target-for-ukraine-czech-president-claims/ ↩︎
- https://politiken.dk/podcast/dulyttertilpolitiken/art10079698/Nord-Stream-S%C3%A5dan-blev-en-lille-dansk-%C3%B8-blev-fanget-i-et-vildt-stykke-verdenshistorie ↩︎
- https://www.analisidifesa.it/2025/01/ungheria-e-turchia-contro-lucraina-e-la-ue-per-lattacco-al-gasdotto-turkstream/ ↩︎
- https://kyivindependent.com/orban-blames-washington-for-nord-stream-explosion-amid-anti-eu-and-anti-us-tirade/ e
https://english.nv.ua/nation/orban-blames-u-s-for-nord-stream-explosions-criticizes-europe-s-stance-50438179.html ↩︎
Licenza Creative Commons CC BY-NC-ND Ver. 4.0 Internazionale





